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L'Anno Internazionale dell'Ecoturismo 2002 e la Dichiarazione di Quebec
Questo tema comprende lo studio e l’analisi della legislazione, delle norme e delle altre disposizioni relative alle attività ecoturistiche; gli accordi volontari e le auto-regolamentazioni; la certificazione, i sistemi di accreditamento ed ecolabel; le linee guida, i principi e i codici internazionali e intergovernativi; i ruoli ricoperti dai vari stakeholder nell’assicurare la conformità alle regolamentazioni e agli accordi volontari.
Emerge che la chiave del successo dello sviluppo ambientale sta nel creare un equilibrato substrato di disposizioni, accordi e definizioni.
Tema C - Sviluppo dei prodotti, marketing e promozione dell’ecoturismo: promozione di consumatori e prodotti sostenibili
Si auspicano la realizzazione di prodotti ecoturistici sostenibili, la cooperazione fra più soggetti per lo sviluppo di determinati prodotti specialmente nelle aree protette e nelle riserve naturalistiche, le ricerche di mercato, lo sviluppo di tecniche di marketing e canali promozionali, la diffusione di informazioni ai turisti, i comportamenti etici, l’educazione ambientale dei consumatori, l’interazione tra settore pubblico e privato su questioni di marketing e promozione, il marketing cooperativo per attività ecoturistiche di ridotta entità.
Da sottolineare il particolare ruolo assunto da internet nello sviluppo dell’ecoturismo, a partire dal ruolo educativo che svolge nei possibili clienti in termini di coscienza e responsabilità ambientale.
Tema D - Monitoraggio di costi e benefici dell’ecoturismo: assicurare un’ equa distribuzione tra tutti gli stakeholder
Riguarda la misurazione di costi e benefici economici, ecologici e sociali dell’ecoturismo, la sua incidenza sulla conservazione dell’ambiente, la valutazione degli impatti socio-culturali e ambientali potenziali ed effettivi; le misure precauzionali a livello locale, nazionale, regionale ed internazionale; l’integrazione di procedure di monitoraggio e di valutazione; le esigenze in termini di ricerca e i sistemi di gestione adattativi.
Attraverso vari tipi di indicatori di sostenibilità viene monitorato e valutato l’impatto ambientale dell’ecoturismo e studiato il modo per minimizzarlo. Per effettuare studi significativi in tal senso ovviamente serve una quantità notevole di informazioni e di dati, al fine di poter valutare l’eventuale successo o fallimento di piani di sviluppo ambientale e sociale.
Al Summit di Quebec hanno partecipato più di 1100 delegati di 133 paesi e più di 40 ministri del turismo. Nella Dichiarazione di Quebec i partecipanti al Summit rivolgono le loro raccomandazioni a :[3]
- Governi e loro organismi competenti;
- Settore privato;
- Organizzazioni non governative, associazioni locali, istituti universitari e di ricerca;
- Organizzazioni intergovernative, istituzioni finanziarie internazionali e organizzazioni di aiuto allo sviluppo;
- Organizzazioni di comunità locali e organizzazioni municipali.
Ai Governi e loro organismi competenti viene chiesto di:
- Formulare politiche nazionali di ecoturismo compatibili con gli obiettivi di turismo sostenibile e a sottoporle a coloro che ne verranno implicati in un ampio processo di partecipazione;
- Garantire l’impegno, la partecipazione appropriata ed il coordinamento necessario di tutte le istituzioni pubbliche ai differenti livelli del processo ecoturistico, facilitando la partecipazione degli attori al processo decisionale;
- Includere, da una parte meccanismi di regolamentazione e di controllo necessari alla scala nazionale, regionale e locale, attraverso degli indicatori di sostenibilità adottati di comune accordo da tutte le parti coinvolte al fine di prevenire o di ridurre gli effetti negativi sulle comunità e sull’ambiente naturale; dall’altra parte ad includere lo sviluppo delle forze locali e ad adottare degli strumenti di gestione della crescita come la zonizzazione e della gestione partecipata del territorio, non solo nelle aree protette, ma anche nelle altre zone di sviluppo ecoturistico;
- Fornire un supporto pedagogico e finanziario ed un quadro regolamentare per tutti i sistemi di certificazione, gli ecolabel e altre iniziative volontarie che mirino ad assicurare la sostenibilità dell’ecoturismo, incoraggiando gli operatori del settore privato a partecipare a questo processo facilitandone così il riconoscimento da parte dei consumatori;
- Controllare che venga offerto un appoggio tecnico e finanziario per la formazione di risorse umane nelle piccole e medie imprese ecoturistiche in modo da permettere a queste ultime di costituirsi e svilupparsi in modo sostenibile;
- Definire gli orientamenti generali dei piani di gestione e dei programmi d’interpretazione per i turisti e destinare fondi sufficienti per gestire gli impatti legati alla crescita rapida del numero dei visitatori per proteggere gli ecosistemi sensibili. Questi piani devono includere delle norme chiare, delle strategie di gestione dirette e indirette e delle disposizioni regolamentari per controllarne gli effetti sulle realtà locali e sull’ambiente nell’interesse delle attività turistiche e dei turisti stessi;
- Includere le piccole e medie imprese ecoturistiche nelle strategie e nei programmi di promozione d’insieme realizzati dall’amministrazione nazionale del turismo sia sul mercato nazionale che internazionale;
- Controllare e definire le norme essenziali in materia di ambiente e di salute per tutti i progetti di sviluppo ecoturistico, anche nelle regioni più rurali e fare in modo che le strategie di sviluppo ecoturistico non siano intraprese a livello di organismi pubblici senza le risorse ed gli investimenti necessari a rendere queste infrastrutture sostenibile nel tempo.
Al settore privato si richiede invece di:
- Concepire e sviluppare la propria attività riducendo al minimo gli effetti negativi sulla protezione degli ecosistemi sensibili e dell’ambiente in generale contribuendo attivamente alla loro protezione e facendone beneficiare le comunità locali;
- Far sì che se le imprese vogliono essere sostenibili siano economicamente vantaggiose per tutte le parti: i proprietari dei progetti, gli investitori, gli impiegati, le comunità e le organizzazioni per la difesa dell’ambiente;
- Adottare un sistema di certificazione o altri sistemi di regolamentazione volontaria, come gli ecolabel, al fine di dimostrare alla clientela che i servizi offerti rispettano l’ambiente;
- Collaborare con le organizzazioni governative e non governative che si occupano di aree naturali protette, stabilendo che l’ecoturismo venga praticato nel rispetto dei piani di gestione e delle disposizioni regolamentari applicabili a quell’area;
- Ricorrere sempre di più a materiali e prodotti locali oltre che alle risorse logistiche e umane locali, al fine di mantenere l’autenticità del prodotto ecoturistico ed aumentare la ricaduta dei benefici a livello locale, a questo scopo gli operatori devono investire per la formazione del personale locale;
- Fare in modo che l’offerta ecoturistica sia sostenibile in tutte le sue fasi e conforme al livello di sostenibilità definito per il prodotto;
- Coinvolgere i turisti ad avere un comportamento più etico verso le destinazioni visitate offrendo ai viaggiatori e agli operatori una formazione in campo ambientale, favorendo gli scambi interculturali e incoraggiando il contributo volontario destinato a sostenere le iniziative delle comunità locali;
- Diversificare l’offerta delle imprese creando un largo ventaglio di attività turistiche ma anche estendendo la loro attività a diverse destinazioni al fine di meglio ripartire i benefici potenziali dell’ecoturismo ed evitare la saturazione di alcuni siti, che minaccerebbe la sostenibilità. Da questo punto di vista gli operatori si devono impegnare a rispettare la capacità di carico turistica degli ecosistemi esistenti;
- Creare delle associazioni di operatori o di cooperative che possano fornire un’assistenza in materia di formazione, marketing, sviluppo dei prodotti, studi e finanziamento nel dominio dell’ecoturismo e ad apportare dei fondi per garantirne il funzionamento;
- Definire politiche d’impresa relative al turismo sostenibile per applicarle alle attività turistiche.
Alle organizzazioni non governative, alle associazioni locali, agli istituti universitari e di ricerca si raccomanda di:
- Offrire un supporto tecnico, finanziario e di risorse alle destinazione ecoturistiche, alle organizzazioni delle comunità locali, alle piccole imprese e alle comunità locali competenti affinché le orientazioni generali, i principi che guidano lo sviluppo e la gestione dei meccanismi di controllo si applichino a favore della gestione sostenibile;
- Osservare e studiare gli effetti reali delle attività turistiche sugli ecosistemi, le biodiversità, le culture delle popolazioni locali ed il tessuto socioeconomico delle destinazioni;
- Cooperare con gli organismi pubblici e privati per i dati e le informazioni risultanti dagli studi affinché permettano di sostenere i processi di decisione in materia di sviluppo e gestione dell’ecoturismo.
Alle organizzazioni intergovernative, istituzioni finanziarie internazionali e organizzazioni di aiuto allo sviluppo si raccomanda di:
- Stabilire e partecipare all’applicazione di linee guida di politica e pianificazione a livello nazionale e locale e dei dispositivi di valutazione dell’ecoturismo e delle sue relazioni con la protezione della biodiversità, dello sviluppo socioeconomico, il rispetto dei diritti dell’uomo, la riduzione della povertà, la protezione della natura ed altri obiettivi di sviluppo sostenibile, e ad intensificare il trasferimento del loro savoir-faire a tutti i paesi, soprattutto ai paesi in via di sviluppo, ai paesi meno avanzati e alle piccole isole;
- Favorire lo scambio di informazione e di esperienza tra gli organismi d’aiuto allo sviluppo e le organizzazioni intergovernative con l’obiettivo di esaminare e valutare i progetti di ecoturismo;
- Incorporare il processo di dialogo fra i multipli attori nella definizione degli orientamenti generali, delle principali direttive e dei progetti su scala mondiale, regionale e nazionale in vista dello scambio d’esperienze;
- Concentrare gli sforzi per identificare i fattori determinanti la riuscita o il fallimento delle imprese ecoturistiche del mondo intero, al fine di far conoscere queste esperienze e le migliori pratiche ad altri paesi per mezzo di pubblicazioni, visite sul campo, seminari di formazione e progetti di assistenza tecnica;
- Adattare i dispositivi finanziari e le loro modalità e regole in modo da rispondere ai bisogni delle piccole e medie imprese di ecoturismo che costituiscono la parte essenziale di questo settore;
- Sviluppare le proprie risorse umane per rafforzare il turismo sostenibile e l’ecoturismo come sottosettori di sviluppo autonomi e verificare che esistono delle competenze negli studi e una documentazione che permettono un controllo dell’uso dell’ecoturismo come strumento di sviluppo sostenibile.
Alle organizzazioni di comunità locali e di comuni viene richiesto infine di:
- Prevedere una strategia per migliorare le prestazioni delle quali beneficerebbe l’insieme della comunità grazie allo sviluppo di capitale umano, fisico, finanziario e sociale e facilitare l’accesso alle informazioni tecniche, nel contesto di una visione collettiva di sviluppo che può comprendere l’ecoturismo;
- Rinforzare, alimentare e incoraggiare la capacità delle comunità locali ad intrattenere e sfruttare le competenze tradizionali, essenziali per l’ecoturismo, come l’artigianato locale, i prodotti agricoli, l’architettura tradizionale e la gestione del paesaggio che utilizzino le risorse locali in maniera sostenibile.
Sempre nell’ambito delle attività organizzate per l’IYE, il WTO ha presentato uno studio comparato del mercato ecoturistico dei principali paesi generatori di turismo, fra i quali è presente anche l’Italia assieme a Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Stati Uniti d’America e Canada. “The Italian Ecotourism Market”, che è il primo rapporto sul mercato ecoturistico italiano, è stato realizzato da Alessio Satta, Emanuela Manca e Renata Mirulla per Ecobilancio Italia.
[1] United Nations, ”Assessment of the result achieved in realizing aims and objectives of the International Year of Ecotourism”, disponibile sul sito: http://www.world-tourism.org/sustainable/IYE/IYE-Rep-UN-GA-2003.pdf,(2003)
[2] World Tourism Organization and the Uniter Nation Environment Programme,”World Ecotourism Summit, Final Report”, disponibile sul sito: http://www.uneptie.org/pc/tourism/documents/ecotourism/WESoutcomes/Final-Report-WES-Eng.pdf
[3] World Tourism Organization, op. cit. 19
Fonte : Tesi di laurea di Selena Ferro : "Ecoturismo e accordi volontari", 2007
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