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Birmania, Burma, Myanmar, quale è il primo pensiero che assale sentendo questo nome? Per me era Aung San Suu Kyi, leader della Lega Nazionale per la Democrazia, icona della lotta non violenta contro un governo militare dispotico. Agli arresti domiciliari, con fasi alterne, dal 1989 ed ora, gravemente malata.
Proprio per questo si discute di boicottare il turismo, per isolare la giunta militare, ma credo che sia importante testimoniare le meravigliose bellezze e la dignità di questa popolazione, per cui il turismo rimane una delle poche fonti di sostentamento.
Il desiderio di vedere con i miei occhi è l’energia che mi spinge a viaggiare, e la Birmania richiede grande capacità di osservazione perché quello che non si vede è il vero problema.
Proprio la peculiare situazione politico- sociale della Birmania, rende ogni turista estremamente consapevole e determinato a non favorire la giunta militare, evitando i mezzi di trasporto del regime, nel tentativo di alimentare il piccolo commercio locale. |
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Arrivando in Giordania la prima impressione è il clima non molto caldo ma certamente secco anche alle tre del mattino. Il tassista che mi accompagna dall'aeroporto al centro di Amman, non è molto d'accordo sulla scelta del mio albergo. Io non presto attenzione ai suoi suggerimenti e quell'albergo mi costerà trenta dinari in più. Il traffico di Amman è simile a quello di una qualsiasi città araba. Un numero incredibile di taxi lascia sulle strade la sensazione di un lungo serpente giallo. E' sufficiente soffiarsi il naso che tale gesto è interpretato come il bisogno di una corsa in taxi. Mi rendo subito conto che Amman è diversa dalle altre città arabe, la tipologia edilizia non richiama i motivi tipici di quella cultura, ma le case sono regolari cubi in pietra e tuttavia dal colore uniforme tra il bianco e il giallo ocra. |
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